Author

wp_2652882

Browsing

Li osservo
mentre fluttuano nell’oceano del loro amore…

Dopo l’incontro di lavoro surreale in mattinata concluso con un abbraccio sentito all’amministratore delegato estroso e fortemente eccentrico… cambio i vestiti in macchina e mi dirigo verso la spiaggia.

Dicono che spesso in questa baia solitaria immersa nella vegetazione si possa udire una sinfonia di violini. La gente del posto dice sia l’effetto del vento che penetra sibilando le fessure dei graniti, i vecchi pescatori raccontano invece che sono le sirene che orchestrano sinfonie al tramonto per attrarre i sognatori. Io sono certo siano le sirene. Perché le ho viste.

Mi immergo solo al tramonto nella scia dorata scintillante del sole, dopo lo shock iniziale l’acqua diventa tiepida. E sempre più morbida. Nuoto a largo per raggiungere centinaia di gabbiani adagiati delicatamente sulla superfice del mare, mi sdraio accanto a loro a pancia in su, i miei sensi galleggiano leggeri. Sono in estasi. Esco dall’acqua senza asciugarmi e dirigo il mio sguardo vuoto verso l’orizzonte. Mi sento potente. Immortale.

Ad un centinaio di metri da me arriva una coppia e con una naturalezza disarmante si spogliano, e nudi, con l’ingenuità di due bimbi, si immergono delicatamente nell’acqua mentre il sole precipita nell’orizzonte. È una cerimonia. Il battesimo della purezza. Li osservo mentre fluttuano nell’oceano del loro amore.

Cammino sullo sterrato sopra la baia mentre il cielo si tinge di sfumature rosee, immerso nella sinfonia armonica dei gabbiani mentre il bagliore della luna diviene sempre più nitido. Sono emozionato, mi batte forte il cuore come quando mi innamoravo da piccolo. Mi manca l’aria, sembra non essercene abbastanza..

Dopo un ora lo shock termico arriva violento. Nonostante maglia, felpa, maglione, giaccavento, cappellino e riscaldamento dall’auto a trenta gradi, continuo a tremare. Batto i denti.

Questo freddo rimane interno al corpo dopo lunghe nuotate fuori stagione senza muta. Passa in due modi. Con bevande calde e doccia bollente, o con l’abbraccio intenso e prolungato della donna che ti ama. Perché il freddo fuori è in risonanza con il vuoto dentro.

Accendo il fuoco per il brodo di verdure. Ringrazio il Blu. E le sirene.

@Pianosa Island ♢

Solo, immerso nella sinfonia delle onde
ancora prigioniero, dolcemente prigioniero…

 

Questo piccolo golfo fuori stagione è magico. Un’isola. Un punto singolare in cui le energie vengono attratte e fatte precipitare in una dimensione senza tempo.

Qui sei prigioniero. Non c’è passato ne futuro, esiste solo l’attimo presente. Non hai un’identità, non hai riferimenti. A tratti è narcotizzante.

Mi incammino verso il tramonto, non voglio perderlo, la spiaggia è a una ventina di minuti. Incrocio lo sguardo sorridente di un uomo bello ed elegante. Sembra essere Peter Pan, eterno giovane. Ci specchiamo e ci riconosciamo in attimi infiniti. Dice che Pathos ed io ci somigliamo, vive in zona ma è di Milano e non sa se tornare o restare qui. È smarrito dentro, lo sento. Di fretta entrambi, un abbraccio inaspettato, spontaneo e forte, ci incontriamo presto al locale.

Percepisco di essere già entrato nel varco, nel luogo dove non esiste più il tempo, tutto accade rapidamente. Il sole si avvicina sempre più all’orizzonte, sembra non voler aspettarmi. Mi sento irrequieto. Sento che devo arrivare in tempo.

Una ragazza molto giovane da lontano mi osserva. Mi scruta. Insiste con lo sguardo. Io ricambio e continuo a rimanere nel suo intenso campo visivo, è imbarazzante la sua insistenza. Sarà un segno, dopo un po di indecisione decido di andare dritto verso lei proprio nell’attimo in cui si allontana mentre continua a voltarsi e guardarmi con la stessa voracità…

È tardissimo, corro verso l’orizzonte e dopo pochi minuti si dischiude finalmente dinnanzi a me la baia, l’immensa distesa marina proprio nell’attimo in cui il sole la sta penetrando.

Una sagoma amoniosa come un delfino fluttua sul fiume dorato scintillante del sole riflesso sulle onde. Vengo ipnotizzato. È dentro il mare, non ne è separato. Scivola sulle onde a largo come fosse una sirena, fluido scorre rapidamente sulla superficie dell’acqua. Vengono impressi dentro me fotogrammi emozionali di questo scenario surreale.

Tutta la sua grazie in mare svanisce sulla terra ferma. Dove diviene persino goffo. È un uomo anziano, di origine siciliana, basso e robusto. Calvo con denti bianchi e pelle abbronzata e luminosa. Claudicante, cammina con un po di difficoltà. Ha il viso intriso di fatica.

Dice che è stato colpito dal mio sguardo assorto e rivolto a nessuno. Fa il bagno anche a gennaio. Senza muta. Prima di entrare deve chiedere al mare il permesso di fondersi con lui e mentre è dentro gli parla. Dopo un po di chiacchiere sul nostro mare interiore e sull’acqua idrosalina dell’oceano che è la stessa del liquido amniotico da cui tutti noi proveniamo, mi dice che nuota qui da 40 anni e sono il primo ad accorgermi di come sta in acqua. “Sei fortunato ragazzo.”

Mi chiede di accogliere ciò che sta per dire, e congiungendo le mani in preghiera con gestualità sacra mi dice:
“Sii ambasciatore della Bellezza.”

Brividi percorrono la mia schiena e quasi commosso mi avvicino per abbracciarlo. Arretra di un passo. Dice che ci si può abbracciare anche con uno sguardo.

Mi incammino verso il bagliore del crepuscolo per salutare Lei.
Lei è una meravigliosa creatura. Una donna di 56 anni, che sino a cinque anni fa era un uomo, un manager olandese. Ha deciso di essere totalmente donna con la chirurgia, molto dolorosa. Ora sente che il suo corpo è in totale sintonia con la propria essenza. Ed è estremamente felice. Questo conta.

Con Lei abbiamo fatto ballate estasianti e condiviso attimi di silenzio. È cosa rara. Percepisco la sua essenza femminile ma anche, altrettanto, l’energia maschile del suo corpo. In lei l’anima è più evidente. È più visibile. È nuda. Perché non puoi darle un’etichetta, una forma. Non puoi fermarti all’esterno. La mente collassa. Puoi solo guardarla col cuore. Riparte domani mattina. E già mi manca.

Al locale di legno nel centro della baia incontro l’apneista. Fossi una donna lo bacerei. Alto, maestoso, moro, barba sfatta e capelli mossi sempre intrisi di salsedine e piccole gemme di sale. Insegna apnea. Insegna ai bimbi prima di immergersi in acqua ad immergersi dentro se stessi. Ha quella distanza dal mondo tipica di chi vive più in mare che in terra. È salato dentro. Faremo qualche immersione nel blu assieme.

Sono ancora qui, solo, il locale ha chiuso. Immerso nella sinfonia delle onde. Seduto su uno sgabello. Ancora prigioniero. Dolcemente prigioniero. Sto scrivendo con la mente offuscata per qualche sorso di birra a cui non sono abituato. La vaschetta delle patatine è vuota, Pathos dorme sulla spiaggia, inizia a fare freddo.

Sento di essere pervaso da uno stato di grazia interiore e senso di libertà immensa, ma al contempo avverto un senso di vuoto nel petto. Il vuoto che cerca casa. E casa non so più dove è.

Ogni sera prima di addormentarmi mi ricorderò di essere ambasciatore della Bellezza. Che incanto e che onore il solo provare a esserlo.

 
@Capraia Island ♢

Respiro
sempre più profondamente…

Il trono di granito levigato dal Vento
lascia che il tempo
scorra a millenni sulla sua ruvida pelle.
Il mio corpo, rilassato
copia le curve della roccia materna
sento di appartenere a Lei.
Gli occhi socchiusi rivolti verso il sole
sorridono,
all’immagine del giocoso Angelo Grigio
che nuotava accanto a me.
Mi alzo in piedi,
11 metri sopra tutto
allargo le braccia
respiro sempre più profondamente
stacco verso l’Alto.
Falco a meta.
 
@Lavezzi Island

Lembo di terra
strappato alla mia Anima…

Solitario scoglio intarsiato di celeste,
isola senz’anima.
Figlia del vento incessante
della polvere negli occhi
della roccia bastarda, ma sincera, che sfregia il corpo.
Figlia di aridi campi testardamente coltivati
dei suoi frutti bruciati al sole,
del desiderio di spremersi un pomodoro
interrato e caldo in bocca.
Figlia dello scorrere del tempo
rallentato da sguardi intrisi di salsedine
di vecchi pescatori seduti alle taverne
e dal melodico cullare dei loro pescherecci ancorati al porto.
Figlia di una camminata tracciata dalle spine nella pelle,
di coltellate di gelo che penetrano la muta,
solo per la timida speranza, mai estinta
di poterla incontrare dentro la sua casa. La grotta.
Ritorno a te,
lembo di terra strappato alla mia anima.
 
@Fokispilia Island

Lei, in qualche modo
sa dove deve condurci…

Per anni ho tenuto appeso ad una bacheca di legno in camera un foglio con un piccolo scritto Zen. Mi é capitato di rileggerlo spesso ed ogni volta, seppure le parole fossero le stesse, comprendevo nuove verità, come se trasparissero col tempo significati sempre più profondi ed intensi.
 
Spiegava in sintesi di non creare resistenze nella vita ma di scorrere assieme al flusso energetico dell’esistenza. Non nuotare contro corrente.
 
Ad ogni grande cambiamento che accade nella nostra vita, spesso i nostri corpi, emotivo, mentale e fisico, creano resistenza, attrito, innescano spontaneamente una forza di inerzia al cambiamento, rendendolo doloroso. Tantissimo doloroso spesso.
 
Oltre alle nostre emozioni, oltre ai nostri pensieri, oltre alla materia fisica che ci compone, in noi esiste una sorta di intuito silente, uno spazio candido ed illibato, la nostra essenza pura… Anima. È necessario ascoltarla lontano dal frastuono del nostro campo mentale, perchè Lei, in qualche modo, sa dove deve condurci.
 
” Un nuotatore mediocre deve muoversi violentemente per tenersi a galla.
Il perfetto nuotatore si abbandona alla Marea e questo lo porta.”
 
@Molara Island

Esserne consapevoli
potrebbe essere l’inizio di un percorso…

Spesso vedo donne ostentare la propria fisicità sui social in modo ossessivo. A volte in modo volgare, banale e pacchiano. Vengono pubblicate immagini che ritraggono in modo più o meno esplicito parti intime del proprio corpo, pose che credono essere sensuali o continue foto di se stesse.
 
Sarebbe sufficiente portassero attenzione ed osservassero queste dinamiche compulsive… per comprendere quale voragine interiore affettiva dimora nella loro anima, e quanto poco amor proprio le porti a mercificare e svendere l’immagine del proprio corpo.
 
Esserne consapevoli potrebbe essere l’inizio di un percorso interiore verso la scoperta della propria reale, sacra ed intima… Femminilità.
 
Mi sovviene alla coscienza uno scritto:
” Una bella Donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti. “
Seneca
 
@Porquerolles Island

Essere libero
come l’aria…

Chiodi conficcati nei miei zoccoli serrano i ferri, bocca denti e labbra costretti da un morso, la testa strattonata da un lato o dall’altro con le briglia, la schiena appesantita, le staffe premono l’addome pungendomi, il frustino brucia sulla pelle, la vista di ogni futuro orizzonte limitata dai paraocchi.
 
Ed io, schiavo, di notte chiuso in un maneggio, solo, al buio in un piccolo spazio, di giorno mostrato con tronfia superbia agli amici, sono la manifestazione del tuo egoico bisogno esteta, piccolo uomo.
 
Non ti appartengo. E non ti appartiene la mia Bellezza, la mia Forza, la mia Eleganza. La mia è solo una vita in ostaggio in attesa della Libertà.
 
Da quando sono nato, Cavallo Blu, vado dove voglio. Non dimentico mai che la mamma mi ha insegnato ad essere Libero come l’aria.
 
@Asinara Island

Dissolto
in angeliche sfumature…

Immerso, tra l’armonica sinfonia dei gabbiani di giorno ed il canto dei grilli all’imbrunire.
Sospeso, tra gli ottanta metri sul livello del mare e la fresca brezza del nord pregna d’essenza mediterranea.
Abbracciato, dall’immensa volta celeste punteggiata da luminosi gioielli che intonano i cori dell’eternità.
Dissolto, in angeliche sfumature che danzano nel Blu.
Soli. Soli con l’intero Creato.
 
@Lampedusa Island

Un isola
in cui poter stare…

Tra la nostra reazione automatica ed istantanea… fisica, verbale, mentale, emotiva, energetica, e lo stimolo esterno che l’ha causata, esiste un piccolo spazio. Un luogo ed un tempo infinitamente piccolo, da ampliare, in cui poter nutrire e far crescere il nostro Meditatore. Il Testimone.
 
Coltivare uno spazio interiore sempre più grande, illibato e silente. Un isola.
In cui poter… Stare.
 
@Wadi Jimal Island ♢

L’infinita vertigine
dei sensi…

Sconfinati cieli azzurri precipitano lungo le falesia nel Blu intenso del mare… una piccola isola verde affacciata sul vuoto e sull’infinita vertigine dei sensi.

@Sardinia Island ♢

Pin It